Immaginatevi d’essere al posto di questo climber, gli appigli sono minimi per i piedi e le mani, il corpo scomodo per poter dare grip alle mani, a un’altezza di 50 – 100 m dal suolo. C’è una corda di sicurezza ma questa non basta per controllare l’adrenalina e il susseguirsi di emozioni nel dover trovare alla svelta un nuovo appiglio prima che le mani cedino per la stanchezza.

Non c’è tempo per avere paura o ansia, bisogna soltanto arrivare alla cima prima possibile.

Così nelle vicissitudini di tutti i giorni, per arrivare, non ci devono essere emozioni che ostacolano.

Imparare a controllare le emozioni, il disagio come fa questo climber. Smettere di pensare soltanto alla caduta ma proseguire.

Lo puoi imparare da solo ma se non ce la fai ti posso dare una mano io. La conosco l’ansia e le paure, ogni volta che dovevo apprestarmi a fare qualsiasi cosa, ancor peggio quando erano presenti altre persone, era come morire…poi tutto è cambiato, l’ho fatto cambiare io perché non mi tolleravo più di sentirmi in questo modo. 

“L’ansietà è un sottile rivolo di paura che si insinua nella mente. Se incoraggiata, scava un canale nel quale tutti gli altri pensieri vengono attirati.” 

Robert Bloch – Scrittore e sceneggiatore.  Opera maggiormente conosciuta: Psycho

Può succedere di cadere (guarda il climber nell’immagine qui sotto). L’importante sono le strategie che usi per attenuare il colpo della caduta. Così, tutti i giorni, l’importante sono le abilità di accettare l’errore e ritrovare l’energia di riprendersi alla svelta.

L’ANSIA

Che cosa è

La definizione data dal PDM-2 (manuale diagnostico psicodinamico) dell’ansia è la “paura in assenza di un pericolo oggettivo”. Ovvero, un’emozione spiacevole associata a un senso generale di pericolo, la sensazione che qualcosa di brutto stia per accadere.

Clicca qui per andare al test di Zung per misurare l’ansia

Tutti possono temere per qualcosa il cui risultato può essere incerto come un esame, il desiderare d’essere voluti da qualcuno, un nuovo problema nel lavoro, un nuovo cliente o nel dover prendere decisioni che possono assumere una certa valenza. Questa “inquietudine, tensione, nervosismo, apprensione” viene definita come ansia di stato, e viene attivata dal sistema nervoso autonomo (S.N.A.). Potremmo definirla come ansia da prestazione o situazionale. Essa si distingue dall’ansia di tratto che al contrario della prima non dipende dalla contingenza e risulta stabile nel tempo, non varia. Dipende dall’atteggiamento e dalle credenze che abbiamo sviluppato e fatto proprie nella prima fase della vita e che ora possono fare da guida la percezione del mondo circostante. È quindi uno stile comportamentale che riflette la modalità con cui tendiamo a percepire come pericolosi o minacciosi stimoli e situazioni ambientali.

Il test per misurare i due tipi di ansia è lo STAI-Y, creato da C. D. Spielberger nel 1989.

Le radici dell’ansia come percezione del mondo possono avere anche cause genetiche (predisponenti) o psico-genealogiche (per quest’ultima possibilità si può rintracciarne le cause, utilizzando la costellazione familiare, strumento ideato dallo psicoterapeuta Bert Hellinger).

L’ansia di per sé non è dannosa. Essa ha una funzione attivante nelle prestazioni dove bisogna dare il massimo in tempi brevi. Si pensi a una competizione sportiva o a un test in cui è necessario velocità ed estrema concentrazione. L’ansia in questo può aiutare l’attenzione a focalizzarsi.

Categorizzazione dei disturbi d’ansia

L’ansia diventa un problema, quando diventa eccessiva e incontrollata disturbando la funzionalità della persona nelle relazioni, nel lavoro o con se stessa. Dai correlati dell’ansia e dalla sua manifestazione in determinate situazioni possiamo avere vari disturbi d’ansia. La lista che segue è tratta dal DSM-5:

  • disturbo d’ansia generalizzato (DAG o GAD)
  • Il disturbo di panico (DP)
  • disturbo d’ansia da separazione
  • fobie specifiche
  • l’ipocondria
  • mutismo selettivo
  • agorafobia
  • disturbo d’ansia indotto da sostanze
  • disturbo d’ansia causato da altre situazioni mediche.

Ad esempio i sintomi per il DAG coinvolgono sia la sfera affettiva che corporea:

  • Irrequietezza o tensione psichica costante.
  • Facile nervosismo ed irritabilità.
  • Rimuginio
  • Tensione muscolare cronica che può concentrarsi negli arti, nei muscoli del collo, della schiena e generare dolore.
  • Sensazione di costante svuotamento e fatica cronica.
  • Fatica nella concentrazione con conseguente riduzione della memoria.
  • Difficoltà nel sonno che si possono tradurre come difficoltà nell’addormentarsi, nel mantenimento del sonno, oppure in un sonno agitato e non ristoratore.

A livello somatico:

  • Problemi del sonno
  • Fatica
  • Irritabilità
  • Nausea, diarrea e sindrome del colon irritabile
  • Tensione muscolare
  • Tremori
  • Sudorazione

Se si soffre di un disturbo d’ansia è consigliabile rivolgersi da uno specialista per valutarne l’entità e il tipo di disturbo.

A livello cerebrale:

la risposta agli stimoli che genera l’ansia risulta essere molto complessa. Un tempo si credeva che fosse coinvolta soltanto l’amigdala, ora, grazie all’aiuto delle moderne tecnologie di neuro-imaging, si è potuto constatare che altre parti sono coinvolte come la corteccia cingolata anteriore dorsale (dACC), la corteccia prefrontale ventromediale (entrambe si trovano nel lobo frontale) e il talamo (per approfondimenti vedi l’articolo).

L’ANSIA

Come ridurla da soli senza l’ausilio di farmaci

La prima strategia nemmeno a dirlo è l’acquisizione di pensiero tendente all’ottimismo, facendo continua attenzione alle sensazioni che generano i pensieri. Ad esempio, penso che “il colloquio domani andrà male”, questo può essere un pensiero automatico a cui badiamo poco, ma soffermandoci e sentendo come ci sentiamo dopo averlo formulato, ci possiamo accorgere che qualcosa è cambiato emotivamente. Quindi: vigilare i propri pensieri e le sensazioni. Capire se oltre alle credenze, siamo abituati a “stare male” emotivamente. Sembra strano, ma spesso è così. Molte persone che si rivolgono da me, fanno questo senza che se ne accorgono.

La seconda strategia riguarda il corpo. Fare esercizio fisico aerobico. Studi evidenziano l’efficacia della fatica nel ridurre l’ansia.

Terza strategia. Tenersi occupati. Di solito, chi soffre d’ansia tende a ridurre il lavoro e le attività. Ci vuole anche qui disciplina nel controllarsi.

Non rimanere delusi se alle volte ritorna. E’ normale e capita!

Un’altra attività che può essere utile è di aiutare gli altri, fare volontariato e sentirsi socialmente utili diminuisce lo stress e l’ansia.

Costruirsi una rete sociale di persone a cui potete consigliarvi e qualche volta aprirvi per non sentirsi soli.

Alle volte può essere difficile calmare l’ansia quando questa diventa intensa, allora è consigliabile rivolgersi a uno specialista. In questo, io ti posso aiutare. Prova a partecipare a un seminario o fare una seduta per testare se ti può essere d’aiuto.

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