Diaro 2°Rebirthing

Esperienza Rebirthing di gruppo 

Rilassamento molto bello e intenso.

All’inizio della respirazione mi ha dato un po’ fastidio la presenza del gruppo, non perchè mi imbarazzasse, ma perchè i rumori degli altri mi distoglievano da me stessa, mi sono comunque lasciata andare totalmente al respiro, al corpo e all’ascolto.

Quando sono cominciate ad apparire le immagini, erano di altre vite, non ricordo più l’ordine cronologico, rispetto alla volta precedente, quasi tutte le scene avevano una collocazione del paese più precisa.

Prima scena: Parigi, ho delle lunghe trecce.. ambiente artistico, bohemien inizio del secolo scorso.. sono in preda alla disperazione per una perdita appena saputa, il mio compagno o forse una persona a me molto cara è morta e non è ancora chiaro se si tratti di suicidio o omicidio, ricordo perfettamente la disperazione e la consapevolezza che l’energia della persona morta è la stessa del mio attuale padre, anche in quel tempo era un artista, nel ricordo c’è anche la presenza di mio fratello Massimo (attualmente vive a Copenaghen) ma non sono riuscita a vederlo, solo a sentirne la presenza. Ricordo i miei gridi, il mio dolore. Nonostante l’immagine dovesse essere in uno stato si semiincoscenza, è emersa della rabbia dal mio attuale essere, dovuta al sentirmi connessa da lontano a figure di familiari che anche in questa vita mi hanno fatto provare del dolore.

Seconda scena: Sono ad un ballo, sembra essere il 600 o giù di lì, in un palazzo nobiliare, sembra una regia a dire il vero, e mentre danzo con un uomo, vengo accoltellata alle spalle, è stato un attimo brevissimo di sgomento, un attimo in cui ho potuto percepire che l’uomo che danzava con me, fosse corresponsabile del mio assassinio. Solo un attimo, poi ho sentito l’anima schizzare via dal corpo come un proiettile e dopo osservavo la scena dal soffitto, come se galleggiassi in aria e vedevo il mio corpo steso per terra e la musica della festa che cessava d’improvviso.

Terza scena: Scena di una guerrigla fra tribù, c’è confusione, un esteso territorio semi-arido, fra steppa e rocce chiare.. vengo colpito (sono un uomo) alle spalle da una freccia o lancia che mi trafigge da parte a parte.. anche qui sento di schizzare via dal corpo, ma non vedo nemmeno il mio corpo a terra, mi sembra di essere un aquila in volo ( e sento proprio l’aquila come essere) sopra un immensa foresta, non so se le scene sono o no collegate, poiché non avverto nessun dolore, nessuna paura, anzi, sento il vento e il solitario volo, la velocità, la leggerezza e la meraviglia della natura che mi appartiene.

Quarta scena: India. Sono di fronte a un maestro, barbuto e anziano, che mi ha appena comunicato che a breve lascerà il corpo. Sono affranta dalla notizia che a lui non sembra per niente turbarlo, lo abbraccio in lacrime, in un tenero saluto di commiato che mi afflige; sento il suo calore come qualcosa di incredibilmente sacro, il suo amore intenso e affettuoso nei miei confronti, un sentimento ultraterreno che pervade lui e il nostro legame.

Fra un immagine e l’altra, sentivo a volte la presenza del luogo in cui mi trovavo, una sala con un gruppo, questo non mi ha distolta per nulla dal mio obiettivo, ma non ho sentito dal gruppo né forza né energia o spinta, anzi avevo a volte la sensazione di spingere gli altri, la persona alla mia sinistra la percepivo in difficoltà, abituata a lavorare con le persone, ero nel gruppo per dedicarmi unicamente (forse con egoismo) a me stessa, ho temuto che una sua eventuale crisi potesse interrompere il mio lavoro.

Quando Denis ha toccato la mia fronte, ho recuperato in fretta la percezione del corpo e delle mie braccia, nonostante il formicolio intenso e il tremore delle mani, anche stà volta, sono entrata in un momento estatico, nella quale ho visto, immerso in una dimensione di bianca luce, un uomo di fronte a me, capelli lunghi, barba e pizzetto, castano, con una lunga ed evanescente veste bianca, braccia aperte, (somigliava a Cristo ma non era lui..) mi disse “sono sempre stato con te”, e mentre parlava il suo aspetto mutava, diventando soldato, guerriero, cambiavano gli abiti e il volto, (ne assunse uno che vidi tempo fa in un uscita dal corpo..) per tornare infine con la veste bianca ed abbracciarmi, in quell’attimo ho sentito tutta me stessa ricolmarsi di amore, pace, beatitudine, ho percepito la stupidità dell’essermi sentita sola tante volte in questa ed altre vite.. mi sono sentita PIENA fin in fondo all’anima. Mi ha profondamente commosso, sarei voluta restare lì. Mi son alzata a fatica, lasciando scorrere le lacrime più belle versate fin’ora e con una gioia interiore profonda.

Giovanna C.

27/02/2014